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Effetto Contrario

 

Benvenuti a una nuova creepypasta, questa non sarà una di quelle conosciute, ma una creata da me. Quindi mettetevi comodi, spegnete le luci e godetevi questa nuova creepypasta.

Era una fredda giornata di Ottobre. John era tornato da poco da scuola, entrando in casa saluta la madre che stava sistemando degli scaffali e si mise al computer. Entra su internet e accede al suo profilo facebook, era una noiosa e semplice giornata come altre, mentre girava sul noto sito gli arriva una richiesta di amicizia, il profilo in questione non aveva nome ne immagine. John incuriosito chiese: “Chi sei?”. E la risposta è stata: “Sono il tuo destino”. John era confuso e pensasse fosse un semplice scherzo e gli rispose: “Dai smettila di fare lo scemo, dimmi chi sei!”. La risposta fù: “Sono il tuo destino, un destino che solo tu puoi cambiare”. John stava cominciando ad arrabbiarsi ma allo stesso tempo era incuriosito. Improvvisamente si fulminò la lampadina immergendo la stanza nel buio, John non ci fece caso e minacciò lo sconosciuto di farsi vedere, ma non ottenne nessuna risposta, ad un certo punto sua madre lo chiama chiedendogli aiuto con uno scatolone molto pesante ma John gli disse che era occupato e non poteva. Vedendo che non arrivavano risposte John si alzò dalla sedia, e dopo aver attraversato uno stretto e buio corridoio ove si potevano udire strani rumori provenienti dalle pareti, arrivò alla cucina, aprì il frigo e prese da bere, riattraversò il cupo corridoio si sedette al PC e pieno di rabbia cominciò a insultare lo sconosciuto augurando a lui e alla sua famiglia cose orribili, dopo essersi sfogato arrivò una risposta: “Bene”. John sentì un’aria gelida nella stanza e all’improvviso un urlo lo spaventò, corse immediatamente nella stanza della madre e appena varcò la soglia della porta il suo viso impallidì, vide sua madre accasciata sul pavimento con la testa aperta, schiacciata da quello scatolone che lui doveva aiutare a sistemare, aveva paura, piangeva, mentre stava per chiamare l’ambulanza sentì il rumore di una notifica, tremante e spaventato si avvicinò al PC e lesse un messaggio mandato da quello strano tipo che diceva: “Per caso è successo qualcosa?”.

Di Ivan Gelfo

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