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Recensione Ace Attorney:Trilogy

“Tutti in piedi, la corte è in seduta.”

Pronti ad entrare in aula e impersonare il ruolo di avvocato difensore?
Oggi la vostra Ichigo vuole parlarvi di un gioco che fin da piccola ha sempre attirato la sua attenzione, sto parlando proprio di Ace Attorney! Si tratta di una vera e propria serie di videogiochi tutti firmati Capcom e tutti prodotti per console Nintendo. Il primo gioco della serie venne creato nel 2001 inizialmente per Game Boy Advance, in Giappone; in seguito ne venne fatto il remake per Nintendo ds e infine una versione remastered per Nintendo 3ds, uscita proprio qualche annetto fa, che comprende i primi tre giochi: “Phoenix Wright: Ace Attorney”, “Ace Attorney: Justice for All” e infine “Ace Attorney: Trials and Tribulations”.

Il gioco si presenta come una visual novel nel quale avrete la possibilità di interpretare, per la maggior parte dei casi, Phoenix Wright, un avvocato difensore alle prime armi. Esso è diviso in cinque capitoli, in ognuno di questi lo scopo è di risolvere il caso in questione raccogliendo indizi e testimonianze in giro per i vari scenari dove si incontrano personaggi di tutti i tipi (da vecchiette della sorveglianza, a strani chef molto femminili), per infine presenziare in corte e dimostrare l’innocenza del proprio cliente facendo interrogatori incrociati ai testimoni e presentando al momento giusto le prove raccolte in precedenza. I tre giochi hanno ognuno delle piccole differenze che lo distinguono dall’altro a cominciare sicuramente dai procuratori, diversi per ogni titolo.

La grafica del gioco è interamente in stile “anime” con sfondi statici e personaggi semi movibili. Gli sfondi possono essere esaminati per raccogliere prove e guardare con i propri occhi la scena del delitto (per fare ciò il gioco si trasforma momentaneamente in un punta e clicca), le prove raccolte vengono conservate nel verbale, e dal secondo gioco in poi vengono introdotti anche i “profili” delle persone coinvolte nei casi. Nel secondo gioco inoltre, grazie ad uno strumento chiamato “Magatama” (un oggetto mistico che permette di vedere se una persona sta mentendo o meno) hai l’opportunità di chiarire le bugie dei testimoni e scoprire la verità, sempre presentando le giuste prove o i giusti profili.  La soundtrack è carina e stimolante e cambia leggermente di gioco in gioco, sempre mantenendo quelle note familiari del primo capitolo.
Per quanto riguarda la durata del gioco è variabile a seconda della perspicacia del giocatore, comunque ogni capitolo dura in media 1 ora, tranne, solitamente, l’ultimo caso che dura un po’ di più. Personalmente trovo sia un gioco particolarmente scorrevole e interessante tanto che recentemente ho deciso di rigiocarlo da capo (approfittando del remastered per Nintendo 3ds) e ho trovato tantissimi particolari non colti la prima volta. (Anche perché essendo una visual novel è come se tu stesso stessi vivendo le situazioni del gioco rendendoti protagonista in prima persona).
Sicuramente Ace Attorney è un gioco interessante e particolare, purtroppo non è molto conosciuto, eppure chi lo ha giocato non può non amarlo grazie proprio alle modalità di gioco. Ogni caso ha una storia a sé ma spesso i casi si incrociano tra di loro dando vita ad una trama fitta e non così scontata. È come giocare ad una versione adulta (e chiaramente semplificata) di “Detective Conan” con la differenza che oltre al raccogliere prove e cercare di capire il caso, devi anche dimostrare alla corte che il tuo cliente è innocente e fare finalmente giustizia.
Per me merita un 8/10, poiché come ho già detto il tema è interessante, giocarlo è divertente e stimolante, la grafica è in linea con il tipo di gioco e soprattutto quanto è divertente gridare “OBIEZIONE!!!” al microfono del Nintendo con Phoenix?

 

Di Chiara Porretto

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